Turismo Pet-Friendly: la nuova era della Pawprint Economy

Gli hotel che accolgono animali domestici guadagnano clienti, reputazione e competitività


Negli ultimi anni ho notato come stiano cambiando rapidamente le necessità e le aspettative di chi sceglie di partire per le vacanze con i propri animali domestici. Questa trasformazione mi risulta ancora più evidente leggendo un recente report pubblicato da Amadeus, una delle principali aziende tecnologiche del settore travel che fornisce sistemi di prenotazione, analisi e soluzioni digitali a compagnie aeree, hotel, agenzie e operatori turistici in tutto il mondo.

Il documento analizza 6 grandi trend che stanno ridisegnando il nostro modo di viaggiare, ma quello che mi ha colpito di più e sul quale ho scelto di concentrarmi in questo articolo è dedicato proprio ai viaggi con gli animali.

Amadeus definisce questo fenomeno Pawprint Economy che in italiano significa letteralmente "economia dell'impronta di zampa". Questa espressione descrive bene il cambiamento in atto nelle abitudini di molte persone, dove gli animali non sono più considerati un semplice accompagnamento, ma sono parte integrante della famiglia e dell'esperienza di viaggio. Ci troviamo difronte ad una realtà che genera un impatto economico rilevante e che l'industria dell'ospitalità non può più ignorare.

Il cambiamento è sostenuto da numeri importanti: oggi il 56% delle persone nel mondo possiede un animale domestico e quasi la metà sono nuovi proprietari. Questo dato ci fa capire che è in atto un nuovo modo di vivere la relazione con gli animali, più affettivo e responsabile. L'impatto economico che ne consegue sta raggiungendo numeri impressionanti e si stima che entro il 2030 il settore globale del "pet care" crescerà del 45%, raggiungendo i 500 miliardi di dollari. 1

Una crescita che si riflette direttamente nel settore del turismo, dove servizi, regole e attenzioni specifiche stanno evolvendo per rispondere alle esigenze di chi viaggia con un animale domestico. Il paradosso emerge quando si osserva che, mentre il settore investe in innovazione e accessibilità, alcuni albergatori restano ancorati a un'idea di ospitalità antiquata, quasi spaventati dall'idea di accogliere un animale.

Questa resistenza, li porta ad escludere una delle fasce di mercato più disposte a spendere, rinunciando a una tipologia di ospiti che spesso prenota soggiorni più lunghi. Il mondo del turismo sta correndo velocemente, ma una parte delle strutture continua a rimanere ferma, prigioniera di timori superati e di una visione che non rispecchia più le necessità dei viaggiatori moderni.

Le barriere che frenano alcuni turisti

Quando parlo di questa tematica con le persone, mi rendo conto che ci sono ancora diversi ostacoli che rendono complicato organizzare un viaggio con il proprio amico a quattro zampe. Il report di Amadeus li riassume con grande chiarezza, mettendo in luce quanto pesino soprattutto lo stress percepito per l'animale, la difficoltà nel trovare strutture ricettive davvero accoglienti e le limitazioni imposte da alcune destinazioni turistiche.

La paura che il viaggio possa risultare troppo stressante per l'animale è la preoccupazione più diffusa e molti viaggiatori la citano come primo motivo di rinuncia. Subito dopo emerge la sensazione che numerose strutture si definiscano pet-friendly solo a livello di marketing, senza offrire servizi reali o condizioni adeguate. A questo si aggiungono le limitazioni imposte da alcune destinazioni che rendono difficile muoversi liberamente con un animale al seguito.

Nonostante queste difficoltà, nel 2025 il 27% dei proprietari che hanno portato il proprio animale in vacanza lo ha fatto per la prima volta, un segnale chiaro che qualcosa stia cambiando e che la fiducia verso hotel e destinazioni stia lentamente crescendo.

Le innovazioni che stanno trasformando il viaggio

Negli ultimi anni, ho visto un'accelerazione impressionante nella stesura di nuove normative e servizi dedicati alla tutela degli animali. Le novità più significative riguardano soprattutto l'accessibilità ai mezzi di trasporto, la nascita di servizi dedicati e la trasformazione dell'ospitalità. All'interno di questo scenario, tre elementi stanno facendo davvero la differenza:

  • Nuove regole che ampliano i diritti degli animali;
  • Servizi di trasporto pensati per loro;
  • Hotel e strutture ricettive riprogettate in chiave pet-friendly.

In Cina, ad esempio, la tratta Beijing-Shanghai ha sperimentato viaggi pet-friendly sui treni ad alta velocità, aprendo la strada a un modello più inclusivo. In Italia ENAC, l'autorità che controlla l'aviazione civile, ha introdotto regole che permettono anche ai cani di taglia media e grande di viaggiare in cabina, un cambiamento che possiamo considerare rivoluzionario. Nel Regno Unito, invece, è tornato il pet passport, un documento utile per eliminare certificati costosi e complicati.

Accanto alle regole, stanno nascendo anche alcuni servizi completamente nuovi con charter come Bark Air (Stati Uniti), K9 Jets (Regno Unito) e RetrievAir (Stati Uniti) che hanno iniziato a offrire voli pensati per chi viaggia con il proprio animale domestico, mentre la compagnia australiana Skye Pets si prepara a lanciare collegamenti transpacifici con animali in cabina tra Australia e Stati Uniti.

Anche l'ospitalità sta cambiando e un servizio interessante è quello lanciato dalla catena alberghiera di lusso AKA Hotels, che ha creato AKA Canine Club un servizio pensato per offrire un'esperienza premium agli ospiti che soggiornano in hotel con il loro cane. Un servizio che prevede un welcome kit personalizzato, accessori dedicati e una guida ai migliori parchi e boutique per animali.

In Italia invece, esiste un servizio unico nel suo genere: il Dog Relais dell'aeroporto di Roma Fiumicino, una struttura dedicata esclusivamente all'accoglienza dei cani mentre i proprietari viaggiano. Concepito come un vero resort per animali, prevede dei lodge in legno dotati di area interna ed esterna, climatizzazione a pannelli radianti, abbeveratoi automatici e filodiffusione musicale. L'area comprende anche spazi di sgambamento, servizi di toelettatura, assistenza veterinaria e la possibilità di restare in contatto con il proprio cane tramite videochiamata. Un esempio concreto di come gli aeroporti stiano iniziando a integrare servizi avanzati per i viaggiatori pet-friendly.

La tecnologia che migliora la vita degli animali (e dei proprietari)

Quando il viaggiatore non può portare con sé il proprio animale, la tecnologia diventa un alleato prezioso per garantire comunque benessere, sicurezza e continuità nelle abitudini quotidiane. Il report mette in evidenza due direzioni principali che stanno trasformando questo ambito:

  • Dispositivi smart che semplificano la gestione quotidiana;
  • Strumenti che permettono di monitorare la salute a distanza.

Il Petkit Yumshare Daily Feast, ad esempio, è un distributore intelligente che riconosce ogni animale, monitora le abitudini alimentari, gestisce gli avanzi e si sterilizza da solo. Questo dispositivo nasce con l'obiettivo di ridurre l'ansia dell'animale e il lavoro del proprietario.

Alcuni collari dotati di IA come quelli di PetPace, invece, misurano alcuni parametri biometrici dell'animale e offrono accesso 24/7 al veterinario tramite app. Questo approccio rappresenta un modo completamente nuovo di vivere la distanza con il proprio amico a quattro zampe avendo maggiore controllo, più serenità e meno sensi di colpa.

Un nuovo modo di viaggiare con gli animali

La Pawprint Economy rappresenta un cambio di prospettiva che riguarda tutti, non solo chi viaggia con un animale. Sempre più persone scelgono di portare con sé il proprio compagno a quattro zampe e questo rende il viaggio con animali una pratica destinata a diventare più semplice e accettata.

Per il settore turistico si apre una sfida enorme nella quale è necessario progettare esperienze che mettano al centro il benessere degli animali e la tranquillità dei loro proprietari, superando approcci superficiali o puramente commerciali.

Molti albergatori stanno già cogliendo questa trasformazione, ma altri continuano a ignorarla, perdendo un'opportunità di guadagno sostanziale. Per chi gestisce un hotel, questo significa ripensare l'ospitalità in modo pragmatico e lungimirante. Alcuni accorgimenti che mi sento di suggerire, possono fare una grande differenza:

  • Definire politiche chiare e trasparenti, evitando ambiguità o limitazioni non motivate che scoraggiano i potenziali clienti già in fase di ricerca e prenotazione;
  • Offrire dotazioni essenziali, ma curate come una ciotola di acqua sempre disponibile, un piccolo kit di benvenuto oppure una brochure con le informazioni sui servizi pet-friendly della zona;
  • Formare il personale dell'hotel in modo adeguato, così da garantire un'accoglienza professionale e non improvvisata, capace di gestire richieste specifiche senza inutili rigidità;
  • Evitare supplementi sproporzionati che spesso vengono percepiti dai potenziali clienti come un deterrente alla prenotazione più che come un oggettivo servizio opzionale;
  • Mantenere standard di igiene impeccabili, assicurandosi che camere, aree comuni e spazi esterni siano puliti con regolarità e con prodotti adeguati, così da garantire comfort sia a chi viaggia con animali sia a chi non li porta con sé;
  • Ripensare gli spazi, prevedendo alcune aree dedicate o percorsi che facilitino la permanenza degli animali nella struttura senza disturbare gli altri ospiti dell'hotel;
  • Utilizzare una segnaletica adeguata, posizionata nei punti giusti dell'hotel per indicare dove gli animali possono accedere e dove invece devono essere tenuti al guinzaglio.

Utilizzando un approccio di questo tipo, non solo si risponde in modo adeguato alle esigenze dei nostri ospiti con animali, ma si contribuisce a costruire una reputazione solida e in linea con un mercato che sta cambiando rapidamente. Molte strutture che hanno investito in questa direzione hanno visto crescere la fidelizzazione, il numero di recensioni positive e la capacità di distinguersi dai concorrenti.

Il mio consiglio è di guardare alla Pawprint Economy non come a una moda passeggera, ma come a un cambiamento strutturale del mondo dell'ospitalità. Chi saprà accogliere davvero gli animali con servizi concreti, politiche trasparenti e un approccio rispettoso, non solo risponderà alle esigenze dei viaggiatori di oggi, ma si ritroverà anche in un grande vantaggio competitivo.

Insistere con l'approccio degli "animali non ammessi" è una scelta ormai inaccettabile e diventa un chiaro autogol strategico che comunica una scarsa apertura mentale, allontanando un numero elevato di potenziali clienti.

I Tested the First-Ever Airline Made for Dogs

Dog Relais: vacanza per lui


1 Fonte: Amadeus The Pawprint Economy, pubblicato nel dicembre 2025.

Nota: Le aziende e i servizi citati nel presente articolo sono menzionati a titolo esemplificativo. Non si tratta di contenuti sponsorizzati né di collaborazioni commerciali. L'obiettivo è offrire una sintesi utile e contestualizzata per i professionisti del settore, sulla base di evidenze pubblicamente disponibili.